Vittorio Bellini

Vertova, 1936 - Bergamo, 2009
Spinto dalla passione per la pittura, frequenta i corsi di nudo presso l'Accademia Carrara di Bergamo, diretta da Trento Longaretti. Nel 1960 insieme a De Amicis, Spilimbergo, Lilloni e Longaretti, partecipa al premio Torri, presso il Palazzo della Permanente di Milano. Negli anni successivi, vince importanti premi e mosso dalla curiosità di confrontarsi con il panorama artistico contemporaneo, sperimenta diverse tecniche e stili.
E' attratto dai soggetti legati alla vita comune, seguono le ricerche nell'ambito della Pop Art, si dedica al paesaggio, che realizza con luci soffuse e atmosfere romantiche, si muove, poi, verso la corrente espressionista, sfruttando la densità della materia pittorica.
In un secondo momento decide di dipingere i volti delle vittime di guerra , con una tecnica personale che li rende simili a visioni. Nel 1994 dedica una serie di lavori all'opera di Baudelaire "Les fleurs du mal" e negli anni che seguono torna ad essere attratto dalla tragedia della guerra, in particolare dal conflitto del Kosovo. Nel 2000 crea sculture con materiali poveri che esprimono messaggi sul senso del dolore. Gli ultimi lavori sono dedicati al mondo dell'infanzia e ai disegni dei bambini, come monito a vivere la vita con la loro beata innocenza e serenità.


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