Maurice Wyckaert
Bruxelles, Belgio, 1923 - 1996
Colore puro, sintesi, arabesco della linea e articolazione dei volumi, lo portano a un’astrazione lirica dove la luce si arricchisce di forme e di colori.
La pittura di Wyckaert esprime le grandi forze della natura: il mare, il vento, la terra, il cielo. Insieme ad Alechinsky e gli scultori Roel d’Haese e Reinhout costituisce la personalità artistica più presente in Belgio.
Nel 1982 esegue l’opera “Coming up for air” sui muri della metropolitana di Bruxelles (Stazione Jacques Brel). Si tratta di una festa di colori puri che si sviluppa su 120 metri di lunghezza e una superficie di 500 metri. L’opera rappresenta la natura: i colori del paesaggio estivo, il mare, i movimenti delle onde, il cielo blu, l’erba che freme. Come disse l’artista stesso: “Io lavoro con il colore e lo spazio. E’ tutto”.
La pittura di Wyckaert esprime le grandi forze della natura: il mare, il vento, la terra, il cielo. Insieme ad Alechinsky e gli scultori Roel d’Haese e Reinhout costituisce la personalità artistica più presente in Belgio.
Nel 1982 esegue l’opera “Coming up for air” sui muri della metropolitana di Bruxelles (Stazione Jacques Brel). Si tratta di una festa di colori puri che si sviluppa su 120 metri di lunghezza e una superficie di 500 metri. L’opera rappresenta la natura: i colori del paesaggio estivo, il mare, i movimenti delle onde, il cielo blu, l’erba che freme. Come disse l’artista stesso: “Io lavoro con il colore e lo spazio. E’ tutto”.
Dal 1940 al 1948 è allievo dell’Accademia di Belle Arti di Bruxelles.
Inizialmente si lascia influenzare dall’Espressionismo di Permeke ma, dopo la prima personale, comincia a frammentare e geometrizzare le figure, orientandosi infine verso l’arte astratta.
E’ tra i fondatori della rivista De Meridiaan (1953-54) e partecipa al gruppo Taptoe (1956, con R. D'Haese e S. Vandercam).
Nello stesso periodo incontra Henry Miller, il quale lo incoraggia a dipingere “Jazz”, e in compagnia di Marcel Lecomte fa visita a Georges Braque e Jean Paulhan.
Nel 1952 ottiene una menzione al premio di pittura “M.G.M.”, in occasione del lancio del film di Vincente Minnelli, “Un americano a Parigi”.
Nel 1955 partecipa alla prima collettiva all'estero: alla Galleria Creuze di Parigi, con la mostra “Phases de l'Art Contemporain”.
Incontra Jorn nel 1956, di cui diviene grande amico.
Nel 1957 si unisce a “L'Internationale Situationniste” e lo stesso anno è menzionato al “Prix de la Jeune Peinture Belge”. Visita Jorn ad Albisola, dove incontra Fontana, Crippa, Baj, Scanavino, Wilfredo Lam, Capogrossi ed il mercante Cardazzo della Galleria del Cavallino. Si dedica dunque alla ceramica. Va a Venezia, dove prende un atelier in Piazza San Maurizio.
I quadri che dipinge in questa occasione vengono esposti alla Galleria del Cavallino, e presentati con un testo di Luc de Heusch.
Incontra Peggy Guggenheim e poi ritorna a Bruxelles.
Nel 1959 è in contatto con il gruppo “Spur” di Monaco. Espone alla Galerie Les Contemporains di Bruxelles, presentato da Chris Yperman.
Tra il 1957 e il 1961 è membro del Gruppo Internazionale Situazionista di cui Asger Jorn è fondatore e proprio i contatti con quest’ultimo gli permettono di maturare e di affermarsi nell’ambiente artistico. Si avvicina inoltre al gruppo Cobra, di cui ancora Jorn è una delle figure di spicco, assorbendone la libertà nell’uso della materia pittorica.
Partecipa a numerosi esposizioni collettive, tra le quali si ricordano la Biennale di San Paolo (1961), dove ottiene un premio acquisto, la Biennale di Venezia (1964), il Primo Salone Internazionale delle Gallerie Pilota tenutosi presso il Museo Cantonale di Losanna; il Salon de Mai di Parigi (1968).
Nel 1971 soggiorna a Parigi nella “Città Internazionale delle Arti”, atelier 529, e al vernissage della sua personale alla Galleria Ariel a Parigi, incontra Bruno Lorenzelli Jr. La prima mostra personale di Wyckaert alla Galleria Lorenzelli si terrà a Bergamo l'anno successivo, e Max Loreau scriverà l'introduzione al catalogo, mentre nel 1973 si terrà un'altra personale alla Galleria Lorenzelli di Milano.
Nel 1974 compie un viaggio in Israele e uno a New York.
Rappresenta il Belgio alla Biennale di San Paolo nel 1975.
Nel 1976 soggiorna e lavora a Baschiano, in Toscana, dove lavora alla cartella di litografie “Par Jorn”, per la Asger Jorn Foundation. Tiene inoltre una personale alla
Gens Fine Art Gallery di Anversa.
Nel 1980 realizza una pittura murale nel Kibbutz Beit Alfa in Galilea, mentre nel 1981 lavora ad un altro murale nella maison Belge de l'Universitè de Givat Ram a Gerusalemme.
Soggiorna ad Arradon, nel Morbihan, nel 1982, e diventa professore di Pittura Monumentale a Etterbeck. Tenta la tecnica dell'incisione a punta secca. Nel maggio dello stesso anno viaggia attraverso il Deserto Sud Tunisino. Esegue il murale di 500 mq. “Coming up for air” nella stazione del metrò Jacques Brel ad Anderlecht.
Nel 1983 soggiorna e lavora ad Albisola ed Ellera, mentre nel 1984 è a Londra, dove prende uno studio vicino al fiume Tamigi. Viaggia e dipinge nelle Corbiéres.
Gli vengono inoltre organizzate personali in molte città europee: Bruxelles, Venezia, Monaco, Essen, Milano ecc.
Nel 1990 ottiene il Premio Jules Raeymackers dell'Accademia Reale del Belgio. In estate dipinge a Quercia Grossa, vicino Siena, e viaggia in Spagna e in Portogallo.
Nel 1992 tre tele di Wyckaert entrano a far parte dello Städlische Museum di Berlino grazie alla donazione Van de Loo. L'Atelier Clot a Parigi presenta l'album “Epistle to the Earl of Burlington”, poema di Alexander Pope, con dodici “giardini litografati” di Wyckaert. Durante l'estate va a Céreste e nell'alta Provenza. A fine anno inaugura un nuovo studio a Bruxelles.
Colore puro, sintesi, arabesco della linea e articolazione dei volumi, lo portano a un’astrazione lirica dove la luce si arricchisce di forme e di colori.
La pittura di Wyckaert esprime le grandi forze della natura: il mare, il vento, la terra, il cielo. Insieme ad Alechinsky e gli scultori Roel d’Haese e Reinhout costituisce la personalità artistica più presente in Belgio.
Nel 1982 esegue l’opera “Coming up for air” sui muri della metropolitana di Bruxelles (Stazione Jacques Brel). Si tratta di una festa di colori puri che si sviluppa su 120 metri di lunghezza e una superficie di 500 metri. L’opera rappresenta la natura: i colori del paesaggio estivo, il mare, i movimenti delle onde, il cielo blu, l’erba che freme. Come disse l’artista stesso: “Io lavoro con il colore e lo spazio. E’ tutto”.
Musei:
Ostenda, Museo d’Arte Moderna
Vledder, Olanda, Museo Civico
Monaco, Museo Villa Stück
Bibliografia:
F. De Vree, Wyckaert, Anversa, Editions Lannoo, Fonds Mercator, 1986
Maurice Wyckaert, Bergamo, Galleria Lorenzelli, 1972
Inizialmente si lascia influenzare dall’Espressionismo di Permeke ma, dopo la prima personale, comincia a frammentare e geometrizzare le figure, orientandosi infine verso l’arte astratta.
E’ tra i fondatori della rivista De Meridiaan (1953-54) e partecipa al gruppo Taptoe (1956, con R. D'Haese e S. Vandercam).
Nello stesso periodo incontra Henry Miller, il quale lo incoraggia a dipingere “Jazz”, e in compagnia di Marcel Lecomte fa visita a Georges Braque e Jean Paulhan.
Nel 1952 ottiene una menzione al premio di pittura “M.G.M.”, in occasione del lancio del film di Vincente Minnelli, “Un americano a Parigi”.
Nel 1955 partecipa alla prima collettiva all'estero: alla Galleria Creuze di Parigi, con la mostra “Phases de l'Art Contemporain”.
Incontra Jorn nel 1956, di cui diviene grande amico.
Nel 1957 si unisce a “L'Internationale Situationniste” e lo stesso anno è menzionato al “Prix de la Jeune Peinture Belge”. Visita Jorn ad Albisola, dove incontra Fontana, Crippa, Baj, Scanavino, Wilfredo Lam, Capogrossi ed il mercante Cardazzo della Galleria del Cavallino. Si dedica dunque alla ceramica. Va a Venezia, dove prende un atelier in Piazza San Maurizio.
I quadri che dipinge in questa occasione vengono esposti alla Galleria del Cavallino, e presentati con un testo di Luc de Heusch.
Incontra Peggy Guggenheim e poi ritorna a Bruxelles.
Nel 1959 è in contatto con il gruppo “Spur” di Monaco. Espone alla Galerie Les Contemporains di Bruxelles, presentato da Chris Yperman.
Tra il 1957 e il 1961 è membro del Gruppo Internazionale Situazionista di cui Asger Jorn è fondatore e proprio i contatti con quest’ultimo gli permettono di maturare e di affermarsi nell’ambiente artistico. Si avvicina inoltre al gruppo Cobra, di cui ancora Jorn è una delle figure di spicco, assorbendone la libertà nell’uso della materia pittorica.
Partecipa a numerosi esposizioni collettive, tra le quali si ricordano la Biennale di San Paolo (1961), dove ottiene un premio acquisto, la Biennale di Venezia (1964), il Primo Salone Internazionale delle Gallerie Pilota tenutosi presso il Museo Cantonale di Losanna; il Salon de Mai di Parigi (1968).
Nel 1971 soggiorna a Parigi nella “Città Internazionale delle Arti”, atelier 529, e al vernissage della sua personale alla Galleria Ariel a Parigi, incontra Bruno Lorenzelli Jr. La prima mostra personale di Wyckaert alla Galleria Lorenzelli si terrà a Bergamo l'anno successivo, e Max Loreau scriverà l'introduzione al catalogo, mentre nel 1973 si terrà un'altra personale alla Galleria Lorenzelli di Milano.
Nel 1974 compie un viaggio in Israele e uno a New York.
Rappresenta il Belgio alla Biennale di San Paolo nel 1975.
Nel 1976 soggiorna e lavora a Baschiano, in Toscana, dove lavora alla cartella di litografie “Par Jorn”, per la Asger Jorn Foundation. Tiene inoltre una personale alla
Gens Fine Art Gallery di Anversa.
Nel 1980 realizza una pittura murale nel Kibbutz Beit Alfa in Galilea, mentre nel 1981 lavora ad un altro murale nella maison Belge de l'Universitè de Givat Ram a Gerusalemme.
Soggiorna ad Arradon, nel Morbihan, nel 1982, e diventa professore di Pittura Monumentale a Etterbeck. Tenta la tecnica dell'incisione a punta secca. Nel maggio dello stesso anno viaggia attraverso il Deserto Sud Tunisino. Esegue il murale di 500 mq. “Coming up for air” nella stazione del metrò Jacques Brel ad Anderlecht.
Nel 1983 soggiorna e lavora ad Albisola ed Ellera, mentre nel 1984 è a Londra, dove prende uno studio vicino al fiume Tamigi. Viaggia e dipinge nelle Corbiéres.
Gli vengono inoltre organizzate personali in molte città europee: Bruxelles, Venezia, Monaco, Essen, Milano ecc.
Nel 1990 ottiene il Premio Jules Raeymackers dell'Accademia Reale del Belgio. In estate dipinge a Quercia Grossa, vicino Siena, e viaggia in Spagna e in Portogallo.
Nel 1992 tre tele di Wyckaert entrano a far parte dello Städlische Museum di Berlino grazie alla donazione Van de Loo. L'Atelier Clot a Parigi presenta l'album “Epistle to the Earl of Burlington”, poema di Alexander Pope, con dodici “giardini litografati” di Wyckaert. Durante l'estate va a Céreste e nell'alta Provenza. A fine anno inaugura un nuovo studio a Bruxelles.
Colore puro, sintesi, arabesco della linea e articolazione dei volumi, lo portano a un’astrazione lirica dove la luce si arricchisce di forme e di colori.
La pittura di Wyckaert esprime le grandi forze della natura: il mare, il vento, la terra, il cielo. Insieme ad Alechinsky e gli scultori Roel d’Haese e Reinhout costituisce la personalità artistica più presente in Belgio.
Nel 1982 esegue l’opera “Coming up for air” sui muri della metropolitana di Bruxelles (Stazione Jacques Brel). Si tratta di una festa di colori puri che si sviluppa su 120 metri di lunghezza e una superficie di 500 metri. L’opera rappresenta la natura: i colori del paesaggio estivo, il mare, i movimenti delle onde, il cielo blu, l’erba che freme. Come disse l’artista stesso: “Io lavoro con il colore e lo spazio. E’ tutto”.
Musei:
Ostenda, Museo d’Arte Moderna
Vledder, Olanda, Museo Civico
Monaco, Museo Villa Stück
Bibliografia:
F. De Vree, Wyckaert, Anversa, Editions Lannoo, Fonds Mercator, 1986
Maurice Wyckaert, Bergamo, Galleria Lorenzelli, 1972